La virtualizzazione ha lo scopo di ottimizzare la
performance dell’infrastruttura, attraverso la creazione di
server “virtuali” che sostituiscono quelli “fisici”. Importanti vantaggi si possono così ottenere dalla
riduzione del numero di server necessari e dalla
semplificazione nell’amministrazione del sistema.
La virtualizzazione è generalmente il
secondo passo nella razionalizzazione dell’infrastruttura hardware, in quanto segue logicamente lo
Storage consolidation , che permette di compattare lo spazio disco disponibile in un unico sistema centralizzato.
E’ sempre necessaria una fase preliminare di
assessment, in cui viene analizzata la situazione e si identificano gli interventi da attuare, in relazione agli
obiettivi e al budget a disposizione. Questo fornirà le basi per realizzare il
disegno di progetto, un modello che descrive le modalità di implementazione dell’infrastruttura virtuale e di come realizzare la matrice di associazione delle risorse disponibili; il successivo
piano di progetto dettaglia le risorse necessarie, le interdipendenze e i tempi.
Predisposto il progetto si passa all’
installazione del software e dei tools aggiuntivi di
VMware, per poi
migrare le macchine dall’ambiente fisico a quello virtuale. La corretta configurazione e le prestazioni delle macchine virtuali così create vengono quindi verificate con una serie di
test, per analizzare la rispondenza agli obiettivi stabiliti. Infine, il progetto di virtualizzazione si chiude con la
formazione del personale dell’azienda, per consentire che le prestazioni determinate in fase di installazione rimangano stabili nel tempo, e per dare la possibilità di predisporre delle attività, anche automatiche, per far reagire il sistema a situazioni di indisponibilità di qualche risorsa fisica.
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Lo schema che segue riporta un esempio di possibile
schedulazione delle attività di un progetto di virtualizzazione. Va da sé che il numero dei server fisici da mantenere, quelli da virtualizzare, l’etereogeneità delle applicazioni, la presenza o meno di criteri di disaster recovery anche geografici, possono influire in modo significativo sui tempi necessari.