La virtualizzazione dell’infrastruttura ha lo scopo di ottimizzare la performance dell’infrastruttura stessa, attraverso la creazione di server “virtuali” che sostituiscono i server “fisici”. In questo modo si può disattendere la regola secondo cui ogni applicazione deve essere eseguita in un proprio server dedicato, e ogni nuova applicazione o test richiede una macchina dedicata. Importanti vantaggi si possono così ottenere dalla riduzione del numero di server necessari e dalla semplificazione nell’amministrazione del sistema.
L’ottimizzazione dell’infrastruttura è un obiettivo che si raggiunge attraverso un processo a più fasi, in cui la virtualizzazione segue necessariamente la fase di
storage consolidation. Infatti, è necessario realizzare in un primo momento il consolidamento dello spazio disco, per poi procedere con la virtualizzazione dei server, eventualmente passando per un potenziamento dell’hardware a disposizione.
Con i suoi servizi professionali eurosystem è in grado di progettare e realizzare una soluzione di virtualizzazione con i prodotti VMware adeguata a soddisfare le esigenze di consolidamento dei server.
La virtualizzazione consente di ottenere una serie di benefici, tra i quali:
- si riduce il numero di server necessari. Questo porta ad importanti risparmi di costo in termini di energia, condizionamento degli ambienti, manutenzione e spazio fisico occupato. Ogni server costa in media di energia, per alimentazione e condizionamento, 1424 € all’anno: per ogni carico di lavoro virtualizzato si potrà così valutare facilmente il ritorno dell’investimento in virtualizzazione;
- viene garantita la continuità del servizio e migliorano le prestazioni in generale, assicurando un’adeguata disponibilità di potenza per i momenti di picco di utilizzo. Infatti, il sistema è in grado di migrare automaticamente le macchine in virtuale da un server fisico all’altro, in modo da eliminare i problemi di interruzione del servizio e di limitata disponibilità;
- non è più necessario acquisire una nuova macchina ogni volta che si vuole eseguire una nuova applicazione. Grazie alla virtualizzazione si potrà facilmente creare un nuovo server virtuale senza modificare l’infrastruttura hardware, garantendo in ogni caso la totale indipendenza tra le applicazioni ospitate;
- il tempo necessario per mettere in funzione un nuovo server si riduce considerevolmente: i clienti segnalano una riduzione del tempo di provisioning del 50-70%, e importanti vantaggi derivano dalla possibilità di creare ambienti di test o sviluppo in modo semplice e veloce, senza disporre di macchine dedicate.
La virtualizzazione dev’essere preceduta da una fase di assessment, in cui viene analizzata la situazione e si identificano gli interventi da attuare, in relazione agli obiettivi e al budget a disposizione. Questo fornirà le basi per realizzare il disegno di progetto, un modello che descrive le modalità di implementazione dell’infrastruttura virtuale e di come realizzare la matrice di associazione delle risorse disponibili; il successivo Piano di Progetto dettaglia le risorse necessarie, le interdipendenze e i tempi.
Predisposto il progetto si passa all’installazione del software e dei tools aggiuntivi di VMware, per poi migrare le macchine dall’ambiente fisico a quello virtuale. La corretta configurazione e le prestazioni delle macchine virtuali così create vengono quindi verificate con una serie di test, per analizzare la rispondenza agli obiettivi stabiliti.
Infine, il progetto di virtualizzazione si chiude con la formazione del personale dell’azienda, per consentire che le prestazioni determinate in fase di installazione rimangano stabili nel tempo, e per dare la possibilità di predisporre delle attività, anche automatiche, per far reagire il sistema a situazioni di indisponibilità di qualche risorsa fisica.
Lo schema che segue riporta un esempio di possibile schedulazione delle attività di un progetto di virtualizzazione. Va da sé che il numero dei server fisici da mantenere, quelli da virtualizzare, l’etereogeneità delle applicazioni, la presenza o meno di criteri di disaster recovery anche geografici, possono influire in modo significativo sui tempi necessari.